GratisSenza registrazione · Funziona nel browser

Dimissioni online: calcolo del preavviso e lettera

Le dimissioni volontarie si presentano online, con il modulo del Ministero del Lavoro (SPID o CIE) o tramite un patronato; poi corre il preavviso del CCNL, che fissa il tuo ultimo giorno di lavoro.

  • 100% gratis
  • Date e passi esatti
  • Nulla viene caricato
Invia con WhatsApp Condividi su LinkedIn Condividi su Facebook Condividi su X Invia con Telegram

Calcola il preavviso e prepara la lettera

Scegli la tua situazione e la data di invio: date, passi e lettera si aggiornano subito. Le parti tra parentesi quadre sono da completare.

Privato: nulla esce dal tuo browser

Decide se devi usare la procedura online del Ministero del Lavoro e se il preavviso è dovuto.

Il giorno dell’invio non si conta: il preavviso inizia il giorno dopo.

Preavviso previsto dal tuo CCNL

Sono valori frequenti, non una regola: la durata dipende dal contratto collettivo, dal livello e dall’anzianità. Controlla il CCNL o la lettera di assunzione.

La lettera
Formato
Tono
Includi
Ultimo giorno di lavoro—
Data di decorrenza—
Revoca online entro—
Preavviso—

Tutto resta nel tuo browser: non inviamo né salviamo nulla.

Come presentare le dimissioni, passo per passo

    Tre passi

    Come funziona

    1. Scegli la tua situazione

      Dipendente privato, contratto a termine, prova, lavoro domestico, genitore o dipendente pubblico: cambia se serve la procedura online e se il preavviso è dovuto.

    2. Imposta il preavviso

      Scegli la durata prevista dal tuo CCNL e la data di invio: lo strumento calcola l’ultimo giorno di lavoro, la data di decorrenza e il termine per la revoca.

    3. Invia online, poi la lettera

      Presenta le dimissioni con il modulo telematico e, se vuoi, informa il tuo responsabile con la lettera di cortesia: copiala o scaricala.

    Come dare le dimissioni online

    Dal 12 marzo 2016 le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale si presentano esclusivamente online, con i moduli del Ministero del Lavoro: una lettera, anche raccomandata, non basta e le dimissioni date in altro modo sono inefficaci (art. 26 del D.Lgs. 151/2015). La regola vale anche per i contratti a tempo determinato. I passi:

    1. Accedi al portale del Ministero del Lavoro con SPID o CIE. In alternativa puoi rivolgerti a un patronato, un sindacato, un consulente del lavoro, un ente bilaterale, una commissione di certificazione o una sede dell’Ispettorato nazionale del lavoro.
    2. Controlla i dati del rapporto: per i rapporti iniziati dopo il 2008 molti campi sono già compilati; altrimenti servono codice fiscale dell’azienda, data di inizio, tipo di contratto e l’email o la PEC del datore di lavoro.
    3. Indica la data di decorrenza: è il giorno successivo all’ultimo giorno di lavoro, quindi deve già tenere conto del preavviso.
    4. Invia il modulo: il sistema lo trasmette al datore di lavoro e all’Ispettorato territoriale del lavoro, e l’app IO ti avvisa dell’invio e della scadenza della revoca.
    5. Entro 7 giorni puoi revocarle con la stessa procedura; trascorso questo termine non puoi più ritirarle da solo.

    Il riepilogo ufficiale è sulla pagina «Dimissioni volontarie» del Ministero del Lavoro.

    Quando la procedura online non serve

    • Lavoro domestico (colf, badanti, baby sitter): le dimissioni si comunicano direttamente al datore di lavoro, meglio per iscritto.
    • Periodo di prova: ciascuna parte può recedere senza preavviso (art. 2096 c.c.) e il Ministero esclude questo caso dalla procedura.
    • Dipendenti pubblici e lavoratori marittimi, che seguono regole proprie.
    • Sedi protette: dimissioni e risoluzioni firmate davanti alle commissioni di conciliazione o di certificazione.
    • Gravidanza e figli fino a 3 anni: le dimissioni vanno convalidate dall’Ispettorato territoriale del lavoro, altrimenti non hanno effetto (art. 55 del D.Lgs. 151/2001). Fino al primo anno del bambino il preavviso non è dovuto.

    Attenzione al matrimonio: le dimissioni presentate dalla lavoratrice tra la richiesta delle pubblicazioni e un anno dopo le nozze sono nulle se non vengono confermate entro un mese all’Ispettorato del lavoro (art. 35 del D.Lgs. 198/2006), e secondo il Ministero va usata comunque anche la procedura online.

    Quanto dura il preavviso e come si calcola

    Il codice civile (art. 2118) impone il preavviso ma ne lascia la durata ai contratti: la stabilisce il tuo CCNL, in base al livello e spesso all’anzianità. Cerca la tabella del preavviso nel contratto indicato nella lettera di assunzione o in busta paga, oppure chiedila all’ufficio del personale. La procedura online non cambia queste regole.

    Se il contratto non dice altro, i giorni si contano di calendario, sabati e festivi compresi (FAQ del Ministero del Lavoro). Lo strumento non conta il giorno in cui invii le dimissioni, come per i termini del codice civile (art. 2963): con 30 giorni di preavviso e invio lunedì 12 ottobre 2026, l’ultimo giorno di lavoro è mercoledì 11 novembre e la data di decorrenza da indicare nel modulo è giovedì 12 novembre. I preavvisi in mesi scadono nello stesso giorno del mese. Se il tuo CCNL conta i giorni lavorativi, scegli «Altro»: lo strumento salta domeniche, festività nazionali e, se vuoi, i sabati.

    Le ferie non possono coprire il preavviso (art. 2109 c.c.). Se durante il preavviso ti ammali e il contratto prevede che la malattia lo sospenda, non devi revocare le dimissioni: sarà il datore di lavoro a comunicare la data di cessazione effettiva.

    Dimissioni senza preavviso: quanto costano

    Se te ne vai prima della fine del preavviso le dimissioni restano valide, ma il datore di lavoro può trattenere dalle competenze finali un’indennità pari alla retribuzione del periodo mancante (art. 2118 c.c.). Puoi chiedere di ridurre o cancellare il preavviso: se l’azienda accetta, mettete l’accordo per iscritto. Nello strumento, il campo «Ultimo giorno desiderato» ti dice quanti giorni mancherebbero.

    Dimissioni per giusta causa

    Se accade qualcosa che non consente di proseguire il rapporto nemmeno per il tempo del preavviso, puoi dimetterti con effetto immediato e hai diritto all’indennità sostitutiva del preavviso (art. 2119 c.c.). Anche in questo caso serve la procedura online: nel modulo scegli «Dimissioni per giusta causa». Metti per iscritto i fatti e, prima di procedere, confrontati con un sindacato, un patronato o un avvocato: la giusta causa conta anche per la NASpI, che dopo dimissioni volontarie di norma non spetta.

    Serve ancora la lettera di dimissioni?

    Per un dipendente privato la lettera non sostituisce il modulo online: senza la procedura telematica le dimissioni non hanno effetto. Resta però utile come comunicazione di cortesia al tuo responsabile, per confermare l’ultimo giorno, offrire il passaggio di consegne e chiedere le competenze di fine rapporto. Nei casi esclusi dalla procedura, come la prova o il lavoro domestico, diventa la tua comunicazione scritta. Un esempio:

    Gentile [Destinatario],

    con la presente Le comunico che il [data di invio] ho trasmesso le mie dimissioni volontarie dal ruolo di [ruolo] presso [azienda], con la procedura telematica del Ministero del Lavoro. Nel rispetto del preavviso di [durata] previsto dal contratto collettivo, il mio ultimo giorno di lavoro sarà [data].

    Desidero ringraziarLa per la fiducia e resto a disposizione per il passaggio di consegne.

    Distinti saluti,
    [Nome e cognome]

    Assenze ingiustificate: le dimissioni per fatti concludenti

    Smettere di presentarsi al lavoro non è un modo per evitare preavviso e procedura. Se l’assenza ingiustificata supera il termine previsto dal CCNL o, in mancanza, i 15 giorni, il datore di lavoro può comunicarla all’Ispettorato e il rapporto si considera risolto per tua volontà, senza modulo online (art. 26, comma 7-bis, del D.Lgs. 151/2015), salvo che tu dimostri di non aver potuto comunicare i motivi dell’assenza per forza maggiore o per colpa del datore di lavoro.

    Dopo le dimissioni: TFR, ferie e nuovo lavoro

    Alla cessazione ricevi le competenze di fine rapporto: l’ultima retribuzione, i ratei di tredicesima ed eventuale quattordicesima, le ferie e i permessi non goduti e il TFR, che spetta anche quando ti dimetti: stimalo, lordo e netto, con il calcolo TFR. Se hai già un’offerta, leggi come negoziare un’offerta di lavoro prima di firmare. Se la stai ancora cercando, organizza le candidature con il modello per tracciare le candidature e scopri come trovare lavoro più velocemente; con la ricerca del lavoro con IA le candidature partono anche mentre lavori.

    Questo strumento fornisce indicazioni e stime, non una consulenza legale. Il preavviso dipende dal tuo contratto collettivo e individuale: per i casi particolari (giusta causa, maternità, contratti a termine, pubblico impiego) rivolgiti a un sindacato, a un patronato, a un consulente del lavoro o a un avvocato.

    Domande frequenti

    Domande frequenti su dimissioni e preavviso

    Procedura online, preavviso, revoca, lettera e casi particolari.

    Hai ancora domande?

    Scrivici un messaggio dalla nostra pagina dei contatti.

    Come si danno le dimissioni online?

    Accedi al portale servizi.lavoro.gov.it con SPID o CIE, compila il modulo del Ministero del Lavoro con i dati del rapporto e la data di decorrenza, cioè il giorno dopo l’ultimo giorno di lavoro, e invialo: arriva al datore di lavoro e all’Ispettorato. Se non vuoi farlo da solo, puoi rivolgerti a un patronato, un sindacato, un consulente del lavoro, un ente bilaterale o una commissione di certificazione.

    Posso dare le dimissioni con una lettera?

    Non se sei un dipendente privato: dal 2016 le dimissioni hanno effetto solo se presentate con la procedura telematica (art. 26 del D.Lgs. 151/2015). La lettera resta utile come comunicazione di cortesia. Fanno eccezione il lavoro domestico, il periodo di prova, il pubblico impiego e le dimissioni in sede protetta; in gravidanza e con figli fino a tre anni serve invece la convalida dell’Ispettorato del lavoro.

    Quanti giorni di preavviso devo dare?

    Lo stabilisce il tuo contratto collettivo, in base al livello e spesso all’anzianità: il codice civile rinvia ai contratti. Cerca la tabella del preavviso nel CCNL indicato nella lettera di assunzione o in busta paga. Salvo regole diverse del contratto, i giorni si contano di calendario, sabati e festivi compresi; durante il periodo di prova il preavviso non è dovuto.

    Cosa succede se non rispetto il preavviso?

    Le dimissioni restano valide, ma il datore di lavoro può trattenere dalle competenze finali un’indennità pari alla retribuzione dei giorni di preavviso mancanti (art. 2118 c.c.). Puoi evitarlo con un accordo scritto che riduca il preavviso. Ricorda anche che le ferie non possono essere usate per coprirlo (art. 2109 c.c.).

    Che data di decorrenza devo indicare nel modulo?

    Il giorno successivo al tuo ultimo giorno di lavoro, come chiarisce il Ministero del Lavoro. Se l’ultimo giorno è venerdì 30 ottobre 2026, la decorrenza è sabato 31 ottobre: va bene anche se cade di sabato o in un festivo, salvo regole diverse del contratto. Lo strumento la calcola per te partendo dal preavviso e dalla data di invio.

    Entro quanto posso revocare le dimissioni?

    Entro 7 giorni dall’invio del modulo, con la stessa procedura online (art. 26, comma 2, del D.Lgs. 151/2015). Dopo non puoi più ritirarle da solo: serve un accordo con il datore di lavoro. Se ti accorgi di aver indicato una data di decorrenza sbagliata, parlane subito con l’azienda: la data effettiva di cessazione la comunica il datore di lavoro.

    Posso dimettermi durante il periodo di prova senza preavviso?

    Sì. Durante la prova ciascuna parte può recedere senza preavviso né indennità (art. 2096 c.c.), salvo un periodo minimo fissato nel patto di prova. In questo caso non serve la procedura online: comunica il recesso per iscritto, per esempio con la lettera generata qui, e conservane una copia. Il TFR e le ferie maturati ti spettano comunque.

    Se mi dimetto ho diritto alla NASpI?

    In generale no: la NASpI spetta a chi resta disoccupato senza volerlo. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa e quelle presentate nel periodo tutelato di maternità, fino al primo anno di vita del bambino (per il padre, se ha fruito del congedo di paternità). Prima di dimetterti verifica i requisiti aggiornati sul sito dell’INPS o con un patronato.

    Condividi

    Conosci qualcuno a cui potrebbe servire?

    Mandagli questo strumento gratuito. Ci vogliono due secondi.

    Invia

    Modalità revisione in ogni piano

    Hai deciso di cambiare? Trova il prossimo lavoro

    JobsAICopilot trova ogni giorno offerte compatibili sulle pagine carriera delle aziende, adatta ogni candidatura e la invia al posto tuo, così puoi dimetterti con un’offerta già in mano.

    • 100.000+ persone in cerca di lavoro
    • 600.000+ pagine carriera analizzate ogni giorno
    • Annulla in qualsiasi momento